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La legenda

Molto tempo fa, nel nostro piccolo paese di collina, venne costruito un ponte di ferro attraversato quotidianamente da un treno che conduceva i passeggeri nelle località vicine. Un giorno, questo  ponte crollò e molte persone persero la vita. Tra queste persone c’era un prete dall’animo buono. In seguito al crollo il ponte venne ricostruito e si narra che da quel giorno, ogni qual volta il treno passava appariva un prete gigantesco e il treno passava sotto le sue gambe come se volesse proteggerlo.

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Cenni Storici

Cenni Storici

Antico casale della Baronia di Francica, conosciuto da alcuni infatti come San Costantino di Francica; non si conosce con precisione l’anno in cui il villaggio è stato fondato, ma quasi certamente esso risale alla dominazione bizantina ( che in Calabria si ebbe tra il VI sec. ed il 1060, anno in cui si verificò l’arrivo dei Normanni). Il paese prese il nome da San Costantino Imperatore, il cui culto era molto diffuso nella città di Bisanzio, infatti a seguito della suddetta dominazione il nostro territorio venne occupato da alcuni monaci greco-orientali che continuarono a praticare nella nuovo paese i loro culti, in particolare quello di San Costantino Imperatore e quello di Sant’Elena tutt’oggi venerata in paese. La tradizione vuole che a fondare San Costantino siano stati un gruppo di persone provenienti da una località chiamata “Pungadi- Mutari”, che oggi si trova nel comune di Francica. Infatti pare che a causa di una pestilenza, alcuni pungadoti si siano spostati più a nord, in località Loco, attorno ad un monastero di monaci. Dunque originariamente il paese venne costruito intorno all’attuale chiesa del S.S. Nome di Gesù, e da fonti storiche si deduce che la sua fondazione precede quella di Francica. Tre furono i terremoti che si abbatterono su questo territorio: quello del 1639 e quello del 1659 che non procurarono vittime e quello del 5 febbraio del 1783 che invece distrusse quasi interamente il villaggio che venne poi ricostruito su pianta regolare. A questa riedificazione seguì la ristrutturazione dell’antica chiesa e la costruzione nel 1814 dell’attuale Chiesa Madre. Nel 1807 i Francesi, ordinando amministrativamente la regione, considerarono San Costantino un Luogo, ossia una    “Università”( corrispondente all’odierno Comune) facente parte del governo di Mileto. Il 4 maggio 1811, nel riordino operato per decreto, il nostro paese venne nuovamente retrocesso a frazione di Francica. Il 2 gennaio del 1854 acquista autonomia amministrativa diventando un Comune.

Il Loco Comerconi

Letteralmente il titolo virgolettato significa, all’incirca: “La proprietà della famiglia Comerci”, e sta ad indicare un possedimento della famiglia Comerci, famiglia tra le più illustri che all’epoca il circondario vantava. Si tratta di un antico villaggio, risale infatti alla fine del ‘400, distante circa mezzo miglio da San Costantino, prescelto da tre sacerdoti di Francica: Ferdinando Rettura, Luigi Baronio e Marco Candiotto, come luogo per costruirvi una struttura, aperta a tutti i giovani, dedita al ritiro spirituale. Infatti, nel 1506, con l’aiuto di un gruppo di laici di San Costantino lì viene costruita una chiesa dedicata originariamente a Santa Maria della Penitenza, successivamente a Santa Maria della Pietà ed infine a Santa Maria della Neve. Con il passare del tempo si assistette alla costruzione, in quella zona, di altri fabbricati e alla creazione di un vero e proprio villaggio. E’ importante ricordare questo antico casale perché da scuola pubblica ( per l’intero circondario) diviene una Scuola Sacerdotale alle dipendenze del Vescovo ed, in seguito, un ritiro per ordinandi sacerdoti. Il terremoto del 1783 distrusse completamente il Loco di Comerconi, oggi sono visibili solo dei resti.

 

Pitta Chjina 2016

6 agosto 2016

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